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Piante aromatiche o officinali

Maggio 9th, 2010

Questo articolo è stato scritto da Andreina

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Piante Officinali

Fin dai tempi antichi, le piante che noi ora chiamiamo aromatiche o officinali, crescevano spontanee nei luoghi più svariati, ed erano già raccolte e usate in cucina e come erbe medicinali. Nel passato l’impiego delle piante officinali costituiva l’unica possibilità di cura delle malattie. Le conoscenze maturate nei secoli, tramandate attraverso le generazioni, sono giunte fino ai giorni nostri. Anche la recente ricerca scientifica ha dimostrato la fondatezza di alcune attribuzioni terapeutiche fatte nei secoli scorsi.
Le foglie delle piante aromatiche emanano profumi e sostanze utili per la salute o per essere utilizzate nel campo cosmetico.
La sostanza responsabile dell’aroma tipico di queste piante è data dagli oli essenziali.
Gli oli essenziali agiscono sui tessuti vegetali come insetticidi ma anche come richiamo per gli insetti impollinatori. La presenza degli oli essenziali nelle piante è più o meno accentuata a seconda del luogo dove cresce la pianta stessa. La presenza del sole e dell’altitudine darà luogo a piante più aromatiche.

Anche sul balcone di casa si possono coltivare gli aromi che più ci piacciono, per insaporire i nostri sughi,le frittate, le minestre. Il basilico, il timo, la menta, l’erba cipollina vivono bene anche in piccoli vasi o cassette. La salvia e il rosmarino hanno bisogno di vasi un po’ più grandi: 20 centimetri circa. Per crescere robuste necessitano di luce e sole, consiglio di mettere nei vasi qualche spicchio di aglio che ha la proprietà di tenere lontani i parassiti.
Se si desidera avere a disposizione i germogli freschi di aglio per arricchire le insalate, basta interrare più spicchi in un vasetto, in primavera, e in pochi giorni si vedranno spuntare profumatissime foglioline. Questo è anche un modo per non sprecare neppure uno spicchio d’aglio e può rappresentare una simpatica, educativa esperienza per i bambini, che assistono in questo modo, al rinnovarsi della vita vegetale.
Se le erbe aromatiche vivono bene sul balcone, è ovvio che in un giardino la loro crescita sarà ancora più vistosa. La messa a dimora delle piantine aromatiche si esegue a fine marzo, inizio di aprile, quando le giornate sono più tiepide. In giardino si possono creare delle aiuole o delle bordure lasciando una distanza di circa 20 centimetri tra una pianta e l’altra.

IL BASILICO
Il basilico è una pianta molto comune in tutta Italia, anche se in Liguria è sovrano perché usato soprattutto per la preparazione del pesto.
Si semina in primavera o si acquistano le piantine giovani e si trapiantano. Questa pianta ama il sole ma cresce bene anche a mezz’ombra in un luogo riparato. E’una pianta annuale che con i primi freddi perde le foglie e muore. Il modo migliore per utilizzarlo dopo aver raccolto le foglie è spezzarlo con le mani e aggiungerlo ai piatti a fine cottura. Le foglie di basilico, passate su una ferita, la disinfettano ed esercitano una leggera azione emostatica.
Si dice anche che questa pianta, con il suo aroma, tenga lontano le zanzare.

LA BORRAGGINE

E’ una pianta annuale con bellissimi fiori azzurri che cresce soprattutto nei climi temperati.

In cucina vengono usate le foglie che hanno un delicato gusto di cetriolo. Le foglie si usano intere per preparare bibite e tritate finissime perchè hanno un tessuto duro e peloso, in agiunta alle insalate crude o per profumare ripieni, yogurth o formaggi dolci.

IL PREZZEMOLO

E’ la pianta aromatica più comune perchè si adatta perfettamente a qualsiasi clima ed è quella più usata in cucina.

E’ molto ricco di vitamina C e si usa per insaporire le frittate, le polpette, per i sughi, per il pesce. In cucina non deve mai mancare, è insostituibile e va usato fresco perchè con l’essiccazione perde completamente il suo profumo.

IL SESAMO

E’ una pianta originaria dell’India i cui frutti a capsula contengono numerosi semi.

Il seme del sesamo è oleosissimo: l’olio puro è quasi insapore mentre i semi, soprattutto se tostati, acquistano il sapore della nocciola. I semi del sesamo si usano in cucina soprattutto sparsi sul pane o in pasticceria.

L’ORIGANO
Un tempo l’origano era un ingrediente tipico soltanto della cucina meridionale, mentre oggi entra a buon diritto anche nei piatti della gastronomia settentrionale. Indispensabile sulla pizza, dona un aroma gradevolissimo anche a insalate di pomodori, sughi, carne alla griglia, pesce e verdure al forno. L’origano si semina in primavera. Vuole pieno sole, non ama l’eccessiva umidità e in piena terra può passare l’inverno se posto in un luogo riparato; se coltivato in vaso è meglio ripararlo dietro una veranda o in un posto non riscaldato ma luminoso. Generalmente a giugno sbocciano i fiori, questi vanno raccolti e fatti essiccare all’ombra in un posto ventilato.
LA MAGGIORANA
La maggiorana è parente stretta dell’origano e, specialmente allo stato fresco si possono confondere.
Questa pianta forma un piccolo cespo poco più alto di un palmo, vive su terreni poveri e richiede annaffiature moderate. Si semina in primavera, direttamente a dimora; vive bene al sole o a mezzo sole. Al meridione si può trovare allo stato spontaneo nei luoghi più impensati, dove crescono ben poche altre specie.
L’uso della maggiorana è molto diffuso in Liguria e in Toscana per carne e pesce alla griglia, arrosti di maiale, sughi e piatti a base di funghi.
Come l’origano, nelle zone settentrionali deve essere protetta dal freddo.
La maggiorana essiccata è utile per profumare la nostra casa:si può miscelare ad altre erbe o fiori di nostro gradimento, in un pot-pourri. Si può mescolare alla lavanda, per ottenere un effetto rilassante e antistress.

LA MENTA
Di questa generosa e diffusissima pianta esistono parecchie specie variamente utilizzate in cucina.
La menta si coltiva facilmente, seminandola in primavera per poi procedere al trapianto in vasi o in cassette oppure in piena terra. Ama posti soleggiati e non vuole troppa umidità.
Viene utilizzata in erboristeria e in cucina: per frittate, polpette, piatti a base di pesce e zuppe di fagioli o di ceci. La menta piperita si usa nella preparazione di sciroppi, caramelle, liquori. Quando non esistevano i deodoranti, questa pianta era utilizzata per profumare le stanze e gli armadi.
In inverno, se in vaso, deve essere protetta dal freddo.

IL ROSMARINO
Il rosmarino è una delle specie aromatiche più diffuse e utilizzate.
Cresce spontaneo in Liguria, in Toscana, nel Lazio e nel sud Italia; viene anche impiegato negli orti e nei giardini per formare grandi siepi. Se coltivato in piena terra, la sua posizione preferita è quella a est, preferibilmente al riparo di un muro o di una siepe. Coltivato in vaso, è opportuno ripararlo durante la stagione fredda, in una veranda o in una camera non riscaldata.
E’ utilizzato in cucina per profumare gli arrosti: il pollo, il maiale, l’agnello,il manzo., per la carne alla griglia, per i sughi, le focacce e anche per il pane.
Anche in erboristeria, viene utilizzato per le tisane. Una tisana digestiva molto semplice ma efficace: far bollire una tazza di acqua, spegnere il fuoco e aggiungere un pizzico di aghi di rosmarino, 3 o 4 foglie di salvia, una foglia di alloro; lasciare in infusione 4 o 5 minuti, filtrare e la tisana è pronta. Si può assumere così, con l’aggiunta di succo di limone, oppure dolcificata con zucchero o miele.

LA SALVIA
Insieme al rosmarino, la salvia è una delle erbe più conosciute e utilizzate. Assume l’aspetto di un piccolo arbusto, anche questa pianta ama il sole e cresce bene al riparo di un muro. Non vuole troppe annaffiature e si accontenta di terreni poveri. E’ utilizzata in cucina per aromatizzare molti piatti: per il pollame, nei saltimbocca alla romana, nei fagioli all’uccelletto tipici della Toscana, per le uova e zucchine in carpione tipiche del Piemonte.
Quando non esistevano i dentifrici veniva utilizzata per pulire i denti e rinfrescare l’alito.
I suoi fiori sono molto belli e nella loro semplicità, decorativi.

IL TIMO
Esistono diverse varietà di questa pianta che cresce spontanea nelle zone collinari e alpine.
Il timo si coltiva con facilità in pieno sole. Può essere coltivato con successo in vasi pensili perché i suoi steli, sottili ma tenaci, tendono a ricadere oltre il bordo del recipiente. Si semina in primavera e in inverno la pianta sembra morire, ma al ritorno della primavera rispuntano i germogli e ricomincia il ciclo vitale. In alta montagna si può trovare il timo serpillo dal portamento strisciante e molto profumato. E’ adatto per aromatizzare piatti a base di cacciagione, pollo in umido, funghi, frittate, zuppe e pesce al forno. Dalle sue foglie si estrae l’olio essenziale che viene usato in erboristeria per le sue proprietà antinfiammatorie e come rimedio contro la tosse e per aumentare le difese immunitarie. Si dice che abbia la facoltà di conferire determinazione e autostima. Il suo profumo dà calore e favorisce il risveglio interiore.
In estate, quando la pianta è più ricca di olio essenziale, si raccolgono i rametti e si fanno essiccare in modo da poter utilizzare il timo per aromatizzare le nostre pietanze successivamente.

LA SANTOREGGIA

E’ una pianta annuale che ama il sole e si propaga spontaneamente per seme. I suoi fiori sono rosati, le foglie piccole a forma di lancia e l’aroma ricorda quello del timo.

Si usa fresca o essiccata nella confezione di salumi e nella preparazione di piatti di piselli o fagioli.

L’ERBA CIPOLLINA
E’ una specie bulbosa, una sorta di aglio, dall’aroma meno intenso e più gradevole, della quale si usano le foglie lunghe e sottili che richiamano l’odore della cipolla senza gli sgradevoli effetti sull’alito e sulla digestione.
L’erba cipollina ama la terra sabbiosa,il sole o la mezz’ombra e vuole un discreto grado di umidità, che si ottiene annaffiando a giorni alterni, senza esagerare in quantità.
I piccoli bulbi si interrano in primavera e si lasciano nello stesso luogo o nello stesso vaso per anni; alla fine dell’inverno si provvede alla suddivisione del cespo se troppo fitto, per ottenere nuovi esemplari.
L’erba cipollina può essere usata in diversi modi, fresca o essiccata, per condire insalate, verdure lesse, grigliate di carne o di pesce.

IL DRAGONCELLO
Questa pianta forse è meno conosciuta e utilizzata. Cresce spontaneo in Toscana, più frequente nella zona di Siena. E’ di facile coltivazione anche in cassette e lo si semina in primavera nel terriccio sabbioso. Ama il sole e annaffiature non troppo frequenti: 2-3 volte a settimana.
Si può utilizzare per aromatizzare le insalate, le salse per accompagnare il lesso, gli arrosti, i piatti a base di pollo e per caratterizzare le verdure conservate sott’olio. E’ la pianta ideale per aromatizzare l’aceto: basta mettere qualche rametto di dragoncello in una bottiglietta di puro aceto di vino bianco o anche rosso, si lascia in infusione per due o tre settimane. Trascorso questo periodo l’aceto è pronto per essere usato e ne basteranno due o tre cucchiaini per trasformare una comune insalata in un piatto assai gradevole e stuzzicante. Un’unica accortezza: assicurarsi che la bottiglia, l’aceto e il dragoncello utilizzati siano perfettamente asciutti per evitare la formazione di muffe.
Questa pianta si può anche essiccare ma acquista un sapore più deciso e non a tutti è gradito.

L’ERBA DI SAN PIETRO
Non è una specie molto conosciuta e diffusa. Si semina in primavera, è una pianta perenne e cresce bene a mezz’ombra o anche in ombra. I recipienti per la coltivazione in vaso o in cassette devono essere profondi almeno 30 centimetri perché questa specie è caratterizzata da un notevole apparato radicale. L’erba di san Pietro resiste bene al freddo in piena terra ma ha bisogno di protezione se coltivata in vaso.
In cucina è utile per impreziosire le verdure lesse, la carne cruda, il pollo in gelatina e la sua presenza rende squisite le frittate.

PIANTE AROMATICHE DA COLTIVARE NELL’ORTO O NEL GIARDINO

ALLORO
L’alloro è un arbusto sempreverde. Cresce spontaneo in tutta l’area mediterranea ma si può coltivare in tutta Italia eccetto le zone di montagna o molto fredde. E’usato per gli arrosti, per profumare il pesce, anche bollito, per i fagioli.
Veniva usato per combattere le tarme negli armadi e per contrastare i parassiti nella conservazione dei legumi secchi. Anche oggi si può usare con successo per queste necessità.
Le foglie di questa pianta aromatica hanno la proprietà di depurare l’ aria e renderla più facilmente respirabile.
E’ utile come digestivo, quando abbondiamo con il cibo o in caso di digestione difficile: prepariamo una tisana con due foglie di alloro, due o tre foglie di salvia, un rametto di rosmarino in una tazza di acqua bollente; dopo cinque minuti filtriamo e sorseggiamo; a piacere si può aggiungere del succo di limone e del miele per dolcificare.

LAVANDA
La lavanda è un arbusto sempreverde e se piantato in giardino possiamo godere della sua abbondante fioritura per anni. Si acquista una pianticella in vaso, ogni anno cresce e si allarga con la tendenza a spogliarsi nella parte bassa. Anche in inverno è molto decorativa con le sue foglie argentate. Cresce spontanea dal Piemonte alla Sicilia in tutto il versante tirrenico, mentre è assente in Pianura Padana e nel versante adriatico. Il momento migliore per raccogliere la spiga cade nei mesi di giugno o luglio a seconda del luogo, quando i fiori non sono ancora completamente aperti. Per essiccarla si legano le spighe in piccoli mazzi e si appendono a testa in giù all’ombra in un luogo ben areato.

FINOCCHIO SELVATICO
E’ una pianta erbacea perenne con una grossa radice carnosa, le foglie si presentano molto divise, quasi filiformi; i fiori sono riuniti in ombrelle. Cresce in tutta Italia preferendo le zone aride costiere e submontane. Del finocchio selvatico si utilizzano le foglie in cucina come aromatizzanti delle pietanze, i frutti per tisane ed altre preparazioni erboristiche; l’uso della radice è spiccatamente erboristico. Questa pianta ha proprietà aromatiche, aperitive, digestive, carminative e diuretiche.

RABARBARO
E’ una pianta erbacea perenne con un robusto rizoma sotterraneo; le foglie sono provviste di un robusto picciolo e di una lamina fogliare molto ampia; i fiori sono riuniti in grandi infiorescenze a forma di pannocchia. Cresce preferibilmente nelle zone montane con terreno ricco di humus, fresco e umido.
Il rizoma, la parte utilizzata in erboristeria, si raccoglie in autunno, si monda e si taglia in grossi pezzi che vanno fatti essiccare; ha proprietà aromatizzanti, digestive, aperitive, lassative se utilizzato ad alte dosi e depurative.
I piccioli delle foglie si possono utilizzare per la preparazione di marmellate e conserve.
Le foglie del rabarbaro sono molto ricche di ossalati e non si devono utilizzare per uso alimentare.

RUTA
E’una pianta erbacea perenne; le foglie sono di colore verde-azzurro. Cresce in luoghi asciutti, aridi e sassosi, dal mare alle zone collinari. Le proprietà da considerare per l’uso corrente sono unicamente quelle aromatizzanti e digestive; la tradizione popolare utilizza la ruta come aromatizzante della grappa.

COME SI CONSERVANO
Quando non si ha la possibilità di ricoverare durante l’inverno i vasi delle specie aromatiche in una veranda o in una piccola serra e così avere sempre a disposizione una scorta di foglie fresche, bisogna per forza ricorrere all’essiccazione. Il momento migliore per raccogliere queste piante coincide con il periodo di maggiore attività biologica che quasi sempre è dato dall’inizio della stagione calda.
Questo periodo, secondo la tradizione popolare è noto come ” tempo balsamico” e raggiunge il suo apice il 24 giugno, festa di san Giovanni, quando le erbe contengono la maggior percentuale di oli essenziali e, quindi di aromi e proprietà.
Le piante si raccolgono il mattino presto, si staccano le foglie e si fanno asciugare bene all’ombra, su un vassoio di cartone o su una griglia a fori piccoli. Quando sono completamente secche e cominciano a sbriciolarsi, è il momento di riporle in vasetti di vetro al buio oppure in sacchetti di carta, in un posto asciutto.

Tags: Giardinaggio

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