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Dal mondo vegetale gli alleati…

Febbraio 10th, 2011

Questo articolo è stato scritto da Andreina

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DAL MONDO VEGETALE GLI ALLEATI CHE AIUTANO A CONTRASTARE LE MALATTIE

Dai vegetali possiamo trarre grandi benefici; se sono coltivati biologicamente e consumati appena raccolti i benefici raddoppiano. E’ risaputo che consumando cereali, legumi e verdura e diminuendo il consumo di carne e grassi il nostro organismo acquista benessere.

I nostri nonni prima della seconda guerra mondiale e i nostri padri dopo, lavoravano nei campi per molte ore al giorno senza l’ausilio dei trattori e delle macchine moderne; molte volte per raggiungere l’appezzamento di terreno camminavano un’ora o più. Iniziavano la mattina con una abbondante colazione fatta di cose semplici, non certo il cappuccino e il cornetto, il pranzo era costituito da un piatto di pasta con verdure a seconda della stagione, la sera mangiavano una zuppa di verdura o la polenta che rendeva sazi. La frutta se la raccoglievano direttamente sugli alberi quando era possibile. La carne si consumava una volta alla settimana se si allevavano i polli o i conigli e anche in questo caso molte volte se ne privavano per vendere gli animali allevati e poter comprare un abito o un paio di scarpe specialmente per i bambini.
Sarà per il movimento che facevano, sarà per il tipo di alimentazione ma molte malattie come il diabete e le malattie cardiovascolari erano pressoché sconosciute.
Ecco perché una alimentazione ricca di fibre, di verdure, di cereali meglio se integrali, di frutta fresca può aiutare il nostro organismo.
Ecco le proprietà di alcuni vegetali.

I PORRI

Il periodo più indicato per il consumo dei porri è da ottobre ad aprile.

E’ un ottimo rimineralizzante, ricco soprattutto di calcio, fosforo, ferrro, zolfo e magnesio. Questo pregiato ortaggio, contiene una elevata quantità di fibre e per questo dovrebbe trovare posto nella dieta di chi ha il colesterolo elevato, degli ipertesi e dei diabetici. Le foglie verdi contengono un elevato tenore di vitamina A e quindi andrebbero cotte insieme al bulbo. Al momento dell’acquisto date la preferenza ai gambi sodi,diritti e sormontati da un ciuffo di foglie verde scuro.

Si conservano in frigorifero, anche una settimana, purchè avvolti in un canovaccio inumidito.

Si consumano cotti, ma tagliato sottile, può essere usato per guarnire e aromatizzare le insalate.

I CAVOLI

Questi ortaggi appartengono alla famiglia delle Crucifere insieme a broccoli, cavolfiori, cime di rapa e cavolini di Bruxelles. Contengono parecchie sostanze con spiccate proprietà protettive. Una di queste è la vitamina C che è presente nei cavoli in quantità di tutto rispetto insieme ai carotenoidi che stimolano il nostro sistema immunitario. Recenti studi scientifici hanno evidenziato che contengono flavonoidi, sostanze che contrastano il danno dei radicali liberi. Gli stessi studi hanno constatato che il consumo di Crucifere riduce il rischio di contrarre diversi tipi di tumore.
I cavoli sono molto ricchi di proteine specialmente se rapportati ad altri tipi di verdura, da non trascurare è la presenza di fibre che aiuta la digestione.
Senza dubbio, per approfittare delle loro qualità, sarebbe meglio consumare questi ortaggi crudi: il cavolo cappuccio e la verza sono ottimi tagliati fini e conditi con olio sale e aceto. Il cavolfiore,il broccolo,le cime di rapa, i cavolini di Bruxelles hanno bisogno di un passaggio in pentola ma la loro cottura deve essere rapida. Con la cottura si perde una parte della vitamina C presente nelle verdure ma se si recupera l’acqua di cottura la perdita è minore; il liquido di cottura recuperato può essere utilizzato per altri piatti per esempio per una vellutata con l’acqua del cavolfiore, oppure per minestre o passati di verdura.

Anche il cavolo nero è ricco di vitamine e sali minerali ( potassio, calcio, fosforo).
Questo cavolo non viene, di solito, consumato crudo anche se, tagliato molto finemente, potrebbe arricchire un’insalata mista, con diverse altre verdure.
Il cavolo nero è l’ingrediente fondamentale per la preparazione della “ribollita”, una zuppa tipica della cucina toscana.
Oltre alla “ribollita”, con il cavolo nero si possono cucinare ottimi risotti e contorni.
In primavera, dai numerosi getti laterali, si forma l’infiorescenza; questa, è ottima per cucinare la pasta. La sua preparazione è uguale alla pasta con le cime di rapa.

LA ZUCCA

Esistono zucche dalle forme strane: piccole, decorative, grandi o addirittura esagerate. Questo ortaggio fa parte dei cosiddetti alimenti “rinfrescanti”, aiuta chi a causa di una vita sedentaria soffre di problemi intestinali. Normalmente le zucche si raccolgono in autunno quando hanno raggiunto la piena maturazione ed hanno incorporato tutta l’energia del sole e del caldo estivo. Dopo la raccolta si lasciano ben asciugare all’ombra per una decina di giorni e si ripongono per la conservazione invernale in un locale asciutto e non troppo freddo. Per tutto l’inverno avremo così a disposizione questo concentrato di vitamine.
Ricca di caroteni, si pensi che solo 100 grammi di zucca coprono da soli il fabbisogno giornaliero di vitamina A. Ricca di fibre, per questo aiuta le funzioni intestinali. Un buon risotto con la zucca condito con un po’ di parmigiano è un ottimo piatto ricco di
nutrienti e con il suo colore migliora anche l’umore. I semi della zucca sono commestibili, hanno proprietà vermifughe e contengono zinco e acidi grassi polinsaturi utili all’efficienza del nostro sistema immunitario.

LA MELA

Con le sue innumerevoli varietà, la mela è un frutto eccezionale, utilissimo al nostro organismo. Ci sono quelle rosse, gialle, verdi, quelle croccanti e quelle farinose, quelle a gusto acidulo; è forse uno dei pochi frutti che si trova in vendita tutto l’anno.
Se siamo certi della sua coltivazione (senza l’utilizzo di antiparassitari), possiamo gustarla con la sua buccia che, oltre a favorire le funzioni intestinali, è ricca di vitamine e sostanze antiossidanti in concentrazione più elevata che nella polpa.
La mela depura l’organismo dalle scorie tossiche, è un alleato contro il colesterolo elevato, nelle coliti, favorisce l’eliminazione degli acidi urici, è diuretica e indicata anche per i diabetici. E’ utilizzata per la preparazione di dolci ma anche per piatti salati: ad esempio le mele acidule si usano per la cottura del maiale o del tacchino.

Le pere

Questo frutto si trova nei negozi per diversi mesi all’anno.>Le varietà più precoci iniziano la maturazione ai primi di giugno, proseguendo scalarmente fino a settembre con le pere che si conservano per l’inverno. Le varietà più comuni sono le “Coscia”, Spadona, William, tra le precoci.
Abate, Passacrassana, Madernassa, Martin sec, tra le tardive.

Quando maturano, cambiano colore: la buccia, prima verde, a seconda della varietà, può diventare bruna, gialla o sfumata di rosso. Le varietà precoci vanno consumate entro pochi giorni dall’acquisto.
Le pere sono ricche di fibra idrosolubile, tra cui la pectina, che contengono in misura maggiore anche rispetto alle mele.
Questo frutto ha un ridotto apporto calorico, solo 40 calorie per 100 grammi, è diuretico, rinfrescante e ricco di potassio. E’ preferibile consumare le pere con la buccia, solo se siamo sicuri della loro coltivazione biologica.

Il pomodoro

UN CONCENTRATO DI VITAMINE

Nella stagione calda, il pomodoro è molto utile al nostro organismo, perché ricco di acqua e povero di calorie. Questo ortaggio contiene il licopene ( cioè uno dei pigmenti responsabili della colorazione rossa), dotato di straordinarie proprietà. Il licopene ha un’azione protettiva sulle cellule e sui tessuti nei confronti dei radicali liberi. Questo composto è molto abbondante nei pomodori rossi e ben maturi; la sua assimilazione è migliore nel pomodoro cotto.

La sua ricchezza in vitamine A e C e sali minerali, lo rende un prodotto da consumare in abbondanza nei mesi estivi, nel pieno della maturazione perché la natura ci mette a disposizione in ogni stagione, le risorse che meglio rispondono alle esigenze del nostro organismo.
Ingrediente principale nella preparazione di sughi squisiti, il pomodoro è molto versatile in cucina: si può usare crudo, aggiunto alle insalate anche di pasta, oppure cotto ripieno di riso o di pane grattugiato.

IL RISO
Il riso è un alimento semplice, di ottima digeribilità, è uno dei primi alimenti usato nel periodo dello svezzamento per i bambini perché non contiene glutine, causa a volte di intolleranza se consumato troppo precocemente. Un frutto della terra che favorisce l’abbassamento della pressione sanguigna, è utile nelle coliti e nelle fermentazioni intestinali, nella cura della diarrea e se integrale, nella stitichezza. E’ povero di sodio e di proteine, per questo è il cereale più indicato per l’insufficienza renale.
Il riso integrale o semi-integrale è più nutriente rispetto a quello raffinato, più spesso usato: la raffinazione lo impoverisce privandolo del germe, di vitamine e di minerali importanti, e di quasi tutte le fibre. Può essere una valida alternativa alla pasta. Unito ad alcuni legumi come piselli e fave o al pesce contribuisce alla composizione di gustosi piatti unici tipici della nostra tradizione mediterranea: risotto alla pescatora, risi e bisi…
Nei minestroni e nelle minestre di verdura si può associare il riso all’orzo o al farro per avere un piatto completo, aggiungendo a piacere un cucchiaio di parmigiano.
E’ usato per la preparazione di dolci: quasi dimenticata è la prelibata torta di riso, confezionata dalle nostre nonne con l’amore della gente povera; con il latte, che in campagna non mancava mai, le uova, il riso e un po’di zucchero rendevano felici grandi e piccini con la semplicità.

Scarola e indivia

La scarola e l’indivia sono due varietà della stessa specie: la scarola ha le foglie ampie e appena ondulate. L’indivia ha le foglie dentellate e viene semplicemente chiamata “riccia”. Benchè sia ormai reperibile tutto l’anno, è una verdura che, per via dell’elevata resistenza al freddo, viene consumata soprattutto in autunno-inverno.

La scarola ha un sapore meno amaro della riccia e, oltre ad essere consumata in insalata, viene utilizzata anche cotta, soprattutto nella tradizione gastronomica del centro-sud.

In particolare in Campania, la cucina regionale la vuole imbottita e cotta al forno, oppure nella farcia della tipica “pizza con la scarola”, più simile a una torta salata che alla famosa specialità napoletana.

Indivia belga

L‘indivia belga, inconfondibile per le foglie allungate quasi bianche ( viene coltivata al buio, come gli asparagi di Bassano e i cardi gobbi), è un’insalata che appartiene alla famiglia delle cicorie; si trova in commercio tutto l’anno ma le stagioni migliori per gustarla sono l’autunno e l’inverno.

Scegliete cespi ben serrati, pieni, lucidi e molto chiari, privi di ammaccature e di macchie. In frigorifero si conservano 3-4 giorni.

Per pulirli, togliete le foglie esterne e la parte basale che era attaccata alla radice.

Lavateli sotto l’acqua corrente, senza lasciarli a bagno, asciugateli e consumateli nel giro di poche ore, perchè le foglie si sciupano in fretta.

Il radicchio rosso

Il radicchio con le sue diverse varietà (di Verona, di Chioggia, di Castelfranco), è il principe degli ortaggi invernali. E’ di stagione a partire dal mese di novembre fino al mese di marzo. Si inizia con le varietà precoci per giungere, con il freddo alle varietà tardive.

A fronte di un apporto calorico irrisorio, il radicchio rosso contiene una buona quantità di minerali come il ferro, il calcio, il fosforo e il potassio. La ricchezza in fibre, consente a chi consuma radicchio rosso con regolarità, di mantenere in ordine l’intestino.

Il radicchio, inoltre, contribuisce alla riduzione del colesterolo, favorisce la diuresi e stimola l’attività depurativa del fegato.

Una porzione di radicchio crudo all’inizio del pasto migliora la digeribilità di pietanze complesse e ricche di grassi. I suoi principi aromatici amari fungono da vero e proprio aperitivo: aiutano l’appetito e predispongono ad una buona digestione.

Questo ortaggio si può consumare anche cotto, ad esempio per la preparazione di un buon risotto, oppure stufato leggermente in padella con un filo di olio.

L’uva

L’uva, nelle nostre regioni, si trova in commercio dalla fine di agosto fino a novembre. I più grossi produttori di uva da tavola sono le regioni del Sud Italia.

L’uva fresca è energetica, disintossicante, rimineralizzante, diuretica e lassativa.

E’ utile a coloro che hanno il metabolismo piuttosto lento, nelle anemie e nelle convalescenze.

Un modo tradizionalmente efficace per approfittare dei vantaggi offerti da questo frutto è la cosiddetta “cura dell’uva”, da farsi su consiglio del medico, con frutta appena raccolta. La cura dell’uva è una pratica molto flessibile, che si adatta alle caratteristiche e alle esigenze di ciascuno; può durare qualche giorno, fino a due settimane e la quantità può oscillare fra i 200-300 grammi e i due kg giornalieri.

E’ consigliabile consumare questo frutto lontano dai pasti e da altre vivande.

L’arancia

L’arancia è un agrume prezioso per l’alto contenuto di vitamina C. Ne esistono diverse qualità, tra cui la pregiata Tarocco dalla polpa striata di rosso, solitamente senza semi e adatta sia per la tavola che per le spremute; la Moro, sanguigna, con la polpa rossa, ricca di succo; la Sanguinello, piccola e rossa. Quando le acquistate scegliete frutti pesanti, con la scorza sottile e tesa.

La melagrana

Il melograno è una pianta originaria della Persia, molto diffusa nell’area mediterranea, tipica dei climi caldi e temperati. Il frutto è la melagrana, che contiene una serie di semi rossi raccolti in gruppi, dalla polpa succosa e dal sapore leggermente acidulo.

E’ un rimineralizzante naturale molto utile nel cambio di stagione. I semi possono dare fastidio alla masticazione. In questo caso basterà centrifugare il frutto per ottenere il succo pieno di vitamine ed effetti benefici.

I cachi

I cachi sono frutti originari dell’Oriente. I frutti del caco comune non vanno consumati subito dopo la raccolta; è necessario attendere che maturino ulteriormente per eliminare il tipico effetto astringente al palato provocato dall’elevato contenuto di tannini. Contengono una buona quantità di zuccheri, vitamine A, B e C e potassio.

Un caco apporta fino a 200- 250 calorie.

L’ananas
E’ un frutto esotico, forse uno dei più conosciuti, dolce,  succoso è usato prevalentemente nei mesi invernali.
I frutti migliori hanno la scorza di colore vivace, senza macchie verdi segno di poca maturazione, o marroni segno di maturazione eccessiva.
Il ciuffo deve essere verde e ben eretto. In frigorifero si mantengono anche una settimana; una volta tagliati però è opportuno consumarli entro breve tempo.
Per ottenere le rondelle, tagliate la base e la sommità del frutto, tenetelo in piedi e con un coltello affilato togliete la scorza.
Riducetelo a rondelle di un centimetro ed eliminate il torsolo con uno stampino o con un coltello affilato.
Per fare barchette scenografiche, togliete solo la base del frutto, dividetelo in quattro spicchi verticali, compreso il ciuffo di foglie.
Passate il coltello tra buccia e polpa staccandole, tagliate la polpa a fette di un centimetro spingendone una verso destra e una verso sinistra, sfalsandole.
Le castagne

Le castagne, come i cereali sono ricche di carboidrati complessi (amido). Sono una buona fonte di fibre, potassio e vitamine del gruppo B, soprattutto B1e B6.

Quando c’era la povertà, questo frutto ha sfamato la gente che, aguzzando l’ingegno, le preparava in tanti modi, ricavandone perfino la farina con cui si preparava il pane e la pasta.

I fichi

I fichi sono il frutto di una pianta originaria del Medio Oriente. Noti fin dall’antichità, erano molto graditi dai greci e dai romani. Esistono molte varietà di fichi, i più comuni sono quelli verdi, seguiti da quelli neri. I fichi sono frutti molto dolci, anche se in realtà hanno un contenuto calorico medio: 47 calorie per 100 grammi, molto inferiore, ad esempio all’uva e ai mandarini.

La frutta secca

Le noci

La noce è un frutto costituito da un seme (gheriglio), avvolto da due gusci legnosi, chiusi nel mallo. La noce tradizionalmente è simbolo di fortuna. I romani facevano piovere noci sugli sposi, usanza ancora viva a Modica in Sicilia fino agli inizi del XX secolo. E’ un alimento estremamente nutriente e contiene una quantità non trascurabile di importanti elementi minerali come il calcio, il ferro, lo zinco e preziose fibre. E’ noto da tempo che il consumo regolare e moderato di noci è associato ad una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari perché i grassi , abbondantemente contenuti in questo seme, sono per l’80% di tipo insaturo e totalmente privi di colesterolo.

Le nocciole

Il nocciolo è una delle più antiche piante coltivate dall’uomo. Si pensa che sia originario dell’Asia. Come tutta la frutta secca, è un alimento molto ricco di grassi, ma di questi la maggior parte sono monoinsaturi, quindi sono una fonte di grassi “buoni”. Le nocciole sono, dopo le mandorle, i frutti secchi con maggiore quantità di vitamina E.

I pinoli

I pinoli sono i semi commestibili di alcune specie di pini. Sono una sorgente di fibra alimentare, molto ricchi di proteine. In cucina si usano nella preparazione dello strudel di mele, immancabili nel pesto genovese e in molte preparazioni agrodolci tipicamente siciliane come le sarde a beccafico e la caponata di melanzane.

Tags: Salute & Benessere

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